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della serie "Deriva Trombona"

15.08.17
Torna al Cairo l'ambasciatore italiano. La parte buona della notizia è che in Italia c'è finalmente un ministro degli Esteri operativo, la parte cattiva è che il ministro si chiama Angelino Alfano ed è radiocomandato da Marco Minniti.

Organizzare questo rientro alla chetichella per Ferragosto però non è da Minniti. Nella scelta dei tempi c'è tutta la sagacia del suprematista bianco che ha appena finito di leggere le memorie della vedova Kappler. Probabilmente è stato uno di quei consulenti Kazaki un po' pasticcioni di cui Angelino si fida tanto.

Insabbiare il caso Regeni è una scelta dolorosa ma vantaggiosa: in cambio gli egiziani faranno in modo che a loro volta le milizie libiche insabbino (e non solo metaforicamente) i migranti che dovessero ancora passare dalle loro parti. E' un lavoro sporco ma qualcuno lo deve pur fare, chi meglio di tagliagole dalla comprovata esperienza?

Almeno su questo non siamo soli, ce lo chiede insistentemente l'Europa e ce lo chiede anche la parte migliore dell'Italia: i fasci dalla ruspa facile, i cinque stelle dagli arguti complottismi, i sindaci mezzeseghe del PD, i guitti alla Belpietro, i liberi pensatori del Corriere, i cerchiobottisti dell CEI. Tutti con un approccio solo: "Affoghiamoli a casa loro" .
Gli altri, buonisti di merda smascherati e sbugiardati, beh che stiano attenti a quando attraversano la strada.

11.08.17
Crisi USA - Nord Corea, sempre alto il rischio di una guerra mondiale tra Donald Trump, Kim-Jong-Un e un terzo incontinente.

Mark Zuckerberg rosica parecchio: se Donald lanciasse la bomba nucleare avvertirebbe sì tutti ma con Twitter (e su Facebook niente, manco un selfie col fungo atomico sopra Pyongyang).

Lo staff del presidente intanto avrebbe dubbi sulll'hashtag virale da lanciare col twitt: Ivanka dice che adesso lanciare hashtag virali fa burino mentre Vladimir Putin è in ferie a casa del diavolo e sono giorni che non dà indicazioni su cosa fare.


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